Il caso Ibrahimovic-Lukaku

Come creare ad arte un mostro e un santo

ibra.jpgLa prossima settimana…’ rubrica di cronaca, attualità e molto altro, sui fatti salienti di questa settimana.

di Raffaello Milani

Cari lettori, questa settimana lasciamo da parte l’ormai stucchevole situazione politica e tuffiamoci invece nello sport, o meglio nel calcio, con una visione dello sport un po’ frizzante.

Martedì scorso durante, almeno io la penso così, un brutto derby Inter–Milan di Coppa Italia, due ‘leoni’ si sono sfidati apertamente nell’arena: Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku, due veri leoni, non da tastiera, ma da savana pura.

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Ma non è questo il focus che oggi affrontiamo… a prescindere da chi abbia ragione o meno (da ex arbitro li avrei tirati fuori tutti e due immediatamente e mandati subito sotto la doccia), e dal poco edificante spettacolo che hanno messo in scena, mi soffermerò su come i media, la carta stampata, la Tv ed i social nella loro totalità hanno creato all’istante un ‘mostro’, (razzista per aggiunta) ed un santo.

Il ‘mostro’, Zlatan Ibrahimovic. Da più parti apostrofato come “lo zingaro”, nel senso più dispregiativo ovviamente, campione che ha vinto l’impossibile in ogni dove, emblema e condottiero di un Milan redivivo nonché personaggio molto molto carismatico in ogni sua sfaccettatura con un palmares infinito

Il ‘santo’, Romelu Lukaku. Venuto alla ribalta del calcio mondiale per gli 80 gol realizzati in Premier League e per la sua storia strappa lacrime, fatta di sacrifici e situazioni familiari al limite. Voluto fortemente all’Inter dal suo allenatore, fa della strapotenza fisica il suo marchio di fabbrica, ma carente dal punto di vista di titoli vinti, sino adesso. Dopo la bufera del derby la stampa ed il mondo social italiano, che notoriamente sono sempre in cerca del mostro da sbattere in prima pagina, un pò per fare cassa e un po’ per audience, si sono buttati a pesce per replicare anche nell’etere la battaglia tra “mostristi” e “santisti” e dare così voce alle più disparate fonti e menti, che magari neanche loro talvolta sanno di cosa si parla.

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Facile è stato individuare il mostro visto che le immagini del labiale di Ibra sono state riproposte miliardi di volte “«Go to your voodoo shit, you little donkey»” (cit. Gazzetta dello Sport) puntando sull’indole poco ortodossa dello svedese.

Facile è stato pure individuare il santo, il gigante belga, del quale oltre alle sbraitate da leone in gabbia viene omesso ogni riferimento alla risposta e nessuna immagine di labiale o traduzione è riportata se non solo dei sembra “Fottiti, tu e tua madre. Parliamo della tua, di mamma: è una p…” (cit. Gazzetta dello Sport).

Tutto questo, ha creato correnti di pensiero. Da quella contro “lo zingaro” a quella che fa del belga quasi un santo dove si esalta unicamente la vision: “storia della sua vita”. Ma tutte accumunate nel puntare il dito contro il mostro. Ultima è l’uscita sui social di coloro che si sono scagliati contro la presenza del campione svedese al Festival, partecipazione da cassare immediatamente visto che si tratta di un noto razzista conclamato, un po’ come lo scorso anno fu per un cantante rap Junior Call. Un nemico da individuare e combattere.

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Se guardiamo la questione nella sua totalità, potremo individuare delle sottili sfaccettature legate soltanto a operazioni di marketing, mediatico (per farsi leggere e dare voce al grande partito del “dito puntato”), culturale (additando lo svedese come cattivo esempio di persona spocchiosa e irrispettosa di tutto e di tutti quasi un “bandito”), razziale (la cosa più di moda oggi in assoluto bianco vs nero in cui il secondo è sempre da difendere a prescindere). Ognuno a modo suo e nel proprio interesse, cerca di sfruttare questo episodio per lucrare qualcosa, sia reale che effimero.

Chi ha giocato a calcio sa bene cosa avviene in campo, in tempi in cui i giocatori come Ibra e Romelu erano la normalità, altro che donkey. Ricordo sempre due personaggi di elevato spessore come Marco Van Basten e Pietro Vierkwood, in un Sampdoria–Milan dove non ho mai visto giocatori darsele di santissima ragione e dirsele altrettante per tutta la partita come quei due, ma alla fine un grande abbraccio e li finiva tutto. I sapienti tuttologi di oggi, invece si arrogano giudizi. Anche quelli che non immaginano.

Vediamo ora cosa succederà la Prossima settimana!

Tutto è ad uso e consumo del gossip, del web, del politically-correct, del seguire ciò che fa più audience. Questo avviene in tutti i campi della vita quotidiana, dove impera lo “sbatti il mostro in video premier e fanne una story”, riducendo tutto a un mercimonio culturale che crea dei falsi moralizzatori. Chissà cosa faranno domani gli Zuckerberg di tutto il mondo che vivono sull’esaltare e, contemporaneamente, affossare qualsiasi tipo di comportamento, frase e azione che porti click, visualizzazioni, like e quant’altro possa essere mediaticamente riciclabile e monetizzabile.

Gli Zlatan/mostri saranno creati infiocchettando l’espressione dell’occhio per generare ‘impression’ o commenti da far credere al commentatore di essere un ‘dio del web’. Sarà questo il “mercimonio” che i social continueranno a sfruttare sempre e solo per il loro profitto?

I Romelu/santi fanno poco audience se non per il fatto di rispondere al politically-correct. Per loro verranno mai pesate le esternazioni, volutamente tralasciate, o le azioni precedenti il fatto?

Il popolo social italiano, e non solo, capirà come e quanto è usato il suo agire in rete Capirà che la creazione di partiti del bianco e del rosso è solo uno strumento per creare profitto dagli scambi di frasi, battute, insulti e quant’altro?

Personalmente ritengo che oggi come oggi un grande male del web è l’aver illuso tutti di essere ciò che realmente non siamo, ritenerci esperti in tutto quando in realtà non lo siamo neanche in noi stessi. Forse tutto ciò scomparirà dalle scene prima di Sanremo, ed Ibra, il mostro, tornerà ad essere solo il trascinatore di un grande Milan. Mentre Romelu, il santo, un goleador di prima fascia… speriamo!!!

Buona settimana ed al prossimo evento, intanto aspetto i vostri commenti.

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